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Società Italiana Medicina Naturale


Per la cura ed il benessere la farmacia dr Andrea Guglielmetti sceglie "
fitomedicine", prodotti di automedicazione naturali che contengono principi attivi esclusivamente delle piante o delle associazioni di piante allo stato grezzo sotto forma di preparati.

In particolare consiglia Aboca che offre al consumatore prodotti Fitoterapici sicuri ed efficaci partendo esclusivamente da ingredienti naturali, che non contengono additivi, coloranti e conservanti di sintesi e non aggiunge OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Nei suoi prodotti  rispetta il concetto di "fitocomplesso" ed offre al consumatore:

* solo rimedi a base naturale, titolati, di qualità eccellente che garantiscono i più rigorosi standard qualitativi;

* dedicati servizi formativi e informativi.

La farmacia dr Andrea Guglielmetti, anche con Aboca, desidera essere il punto di riferimento per i consigli  sull’utilizzo dei rimedi naturali tramite:

 - Il servizio del sito Aboca

 - rivolgendosi all'ufficio di Consulenza Scientifica Aboca.
 

Inotre offre la possibilità di utilizzare il sito :

 - farmacieaperte.it : dal web alla farmacia 7 giorni su 7

farmacieaperte.it  è realizzato in collaborazione con ApertoDomenica, nasce in sinergia con il progetto Sapere & Salute, iniziativa  Bayer, ed è il nuovo servizio "on line" per rendere sempre più vicine e accessibili ai cittadini le farmacie  di turno di tutta la Lombardia

 

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fitoterapia

La fitoterapia è intesa come "cura e prevenzione delle malattia mediante la somministrazione di farmaci vegetali" (Fitomedicina nella definizione della Organizzazione Mondiale della Sanità). E' quindi medicina a tutti gli effetti, senza aggettivi, e deve soggiacere alle stesse leggi di rigore scientifico che regolano la medicina ufficiale.

I preparati fitoterapici hanno rappresentato nei secoli il principale strumento terapeutico per diverse medicine tradizionali quali quella cinese, quella araba o ancora la scuola Salernitana di Medicina, che si impose in Italia e in Europa intorno al 1200.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità dà la definizione di fitomedicine.
"Sono da considerarsi fitomedicine i prodotti medicinali finiti, provvisti di etichetta, che contengono come principi attivi esclusivamente delle piante o delle associazioni di piante allo stato grezzo sotto forma di preparati. Comprendono anche succhi, gomme, frazioni lipidiche, oli essenziali e tutte le altre sostanze di questo genere. Le fitomedicine possono contenere oltre ai principi attivi anche degli eccipienti."
Quindi secondo questa descrizione non sono da considerarsi fitomedicine le specialità medicinali che contengono principi attivi isolati chimicamente identificati, anche se isolati dalle piante, poichè in questo caso non è più rispettato il concetto di fitocomplesso.

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La legislazione comunitaria attuale considera le fitomedicine farmaci a tutti gli effetti, per cui la loro vendita è autorizzata solo se:
1) è dimostrata la loro sicurezza ed efficacia.
2) sono fabbricate in ottemperanza alle regole di buona qualità.
3) sono confezionate ed etichettate secondo le disposizioni vigenti nella CEE.
4) sono prescritte e distribuite da operatori sanitari all'uopo qualificati (medico e farmacista).

Tuttavia l'Art. 8 della direttiva CEE 65/65 EEC precisa che "per la registrazione di fitomedicine non è necessario produrre i risultati di tests farmacotossicologici e i risultati di sperimentazioni cliniche se, attraverso dettagliati riferimenti alla letteratura scientifica pubblicata, è dimostrabile che i costituenti sono di impiego tradizionale con efficacia riconosciuta e con un accettabile grado di sicurezza d'impiego".

La fitoterapia può trovare una giusta collocazione nella terapia medica solo se può disporre di droghe vegetali tecnicamente ineccepibili e il più possibile standardizzate.

Perchè ciò si verifichi è indispensabile che il medico conosca approfonditamente le droghe vegetali dal punto di vista fitochimico, farmacologico, clinico, tossicologico e posologico e che il farmacista dispensi solamente rimedi fitoterapici conformi alla Farmacopea preparati da Officine Farmaceutiche autorizzate dal Ministero della Sanità. La Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana prescrive che, oltre ad una serie di controlli relativi alla coltivazione, alla raccolta e ai trattamenti subiti dal materiale vegetale per la conservazione e il trasporto, devono essere fornite le informazioni relative a:


1) il titolo, che deve essere riferito al o ai principi attivi o costituenti caratteristici o ad altri caratteri specifici, riportati nelle singole monografie o comunque utili, se richiesti, ai fini di un idoneo impiego in terapia o in farmacia. In pratica la titolazione consente di valutare con precisione non solo la presenza ma anche la quantità di una o più componenti del fitocomplesso ritenuti più importanti ai fini terapeutici. Tale quantità non deve essere inferiore al livello minimo fissato dalla Farmacopea, altrimenti l'estratto non può esplicare un'adeguata attività terapeutica. Grazie alla titolazione è possibile standardizzare il prodotto, in modo che esso sia sempre uguale a se stesso, con ovvi vantaggi per la costanza e la riproducibilità dell'effetto medicamentoso.

2) il rispetto dei parametri indicati dalla Farmacopea per i seguenti inquinanti e contaminanti:
a. carica batterica.
b. radioattività.
c. pesticidi.
d. metalli pesanti.
e. aflatossine.


Pertanto i fitomedicamenti devono rispondere a precisi requisiti di efficacia, sicurezza e qualità.
Per quanto riguarda l'efficacia, essa deve risultare con un accettabile grado di evidenza terapeutica. Tale evidenza dovrebbe idealmente essere dimostrata attraverso sperimentazioni farmacologiche e cliniche specificamente condotte su ciascun prodotto, ma ciò non è strettamente necessario se la o le droghe in esame hanno un'ampia documentazione bibliografica e una consolidata tradizione di impiego medicinale.
La sicurezza dei prodotti vegetali rappresenta un problema di non facile soluzione, poiché i composti chimici che costituiscono il fitocomplesso hanno effetti farmacologici più o meno evidenti, che non possono essere disgiunti da possibili seppur rari effetti tossici.
La qualità delle piante medicinali può dipendere da molteplici fattori: la raccolta nel tempo balsamico non corretto, l'inquinamento con specie botaniche affini e/o con altre sostanze chimiche nocive o radioattive, la lavorazione industriale non corretta e l'inadeguata stabilità nel tempo di alcuni principi attivi. Deve essere garantita la titolazione e la costanza nel tempo del contenuto quantitativo dei principi attivi.


Pertanto ogni prodotto medicamentoso a base di piante medicinali dovrebbe fornire le seguenti informazioni:
1) nome botanico in latino, seguito dal nome volgare nella lingua in uso in quel paese.
2) nome dei principali principi attivi.
3) titolazione degli stessi.
4) indicazioni terapeutiche.
5) posologia, modo e durata della somministrazione.
6) possibili effetti collaterali, controindicazioni, rischi da sovradosaggio ed eventuali incompatibilità.
7) scadenza del prodotto.


In ultima analisi la fitoterapia potrà assumere la dignità terapeutica che le compete solo se il medico e il farmacista approfondiranno le loro conoscenze in merito e prescriveranno e dispenseranno rimedi che rispondano a tutti i criteri di qualità che sono stati più sopra elencati, e come tali atti a garantire al prodotto conformità, efficacia e standardizzazione.